
In breve – Il Fondo ANCI per il turismo nei piccoli Comuni finanzia progetti di turismo diffuso nei centri sotto i 30.000 abitanti, con contributi fino a 40.000 euro a progetto. Nel 2026 riguarda sei regioni, tra cui la Basilicata; la Puglia entrerà nel 2027. A candidarsi è il Comune, che sviluppa il progetto con un soggetto attuatore. L’ammissione segue l’ordine di arrivo delle domande: chi si prepara in anticipo ha un vantaggio concreto.
Ci sono borghi che hanno tutto per accogliere chi viaggia — un castello, un centro storico intatto, un paesaggio, una tradizione — e che restano fuori dalle rotte del turismo solo perché nessuno li ha mai messi in condizione di raccontarsi. Il turismo, in Italia, si concentra sempre negli stessi posti. E intanto i piccoli centri, che avrebbero tanto da offrire, guardano passare i visitatori diretti altrove.
C’è un fondo che prova a cambiare questo schema. E vale la pena conoscerlo adesso, anche se in Puglia non è ancora arrivato.
Cos’è il Fondo ANCI per il turismo nei piccoli Comuni
È uno strumento nazionale, gestito dall’ANCI (l’associazione dei Comuni italiani) e sostenuto da una donazione di 1,5 milioni di euro di Airbnb, distribuita sul triennio 2026-2028. Finanzia progetti di turismo diffuso nei Comuni con meno di 30.000 abitanti: valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, accoglienza, modelli di sviluppo sostenibile capaci di dare nuove opportunità ai territori.
Il contributo arriva fino a 40.000 euro per progetto. Non è una cifra enorme, ma per un piccolo Comune può essere la differenza tra un’idea che resta sulla carta e un progetto che parte..
Come funziona, in due fasi
Il meccanismo è diviso in due tempi, ed è importante capirlo perché cambia chi deve muoversi e quando.
Nella prima fase i Comuni presentano la propria candidatura per entrare nell’elenco degli ammessi. Per ogni annualità vengono ammessi i primi 50 Comuni in possesso dei requisiti, seguendo l’ordine cronologico di arrivo della domanda via PEC.
Nella seconda fase, i Comuni ammessi presentano una vera e propria proposta progettuale — la Manifestazione di interesse — sviluppata insieme a un soggetto attuatore. Una commissione valuta i progetti, e vengono finanziati solo quelli che raggiungono il punteggio minimo richiesto.
Un dettaglio che dice molto: nella prima annualità sono arrivate oltre 450 candidature per 50 posti. La domanda è altissima, e l’ordine di arrivo conta.
La Basilicata c’è già. La Puglia arriva nel 2027
Qui sta il punto che riguarda il Sud.
Nel 2026 il fondo coinvolge sei regioni: Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Lazio, Sardegna e Basilicata. Per i Comuni lucani, quindi, il fondo è già una realtà operativa.
La Puglia entra nel 2027, insieme a Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Umbria, Molise e Calabria. Sembra lontano, ma non lo è — e chi lo tratta come una scadenza lontana rischia di ripetere l’errore che si vede a ogni bando.
Perché prepararsi adesso conviene davvero
Rileggi il meccanismo: si viene ammessi per ordine di arrivo della PEC. Non conta solo la qualità dell’idea nella prima fase — conta arrivare presto e in regola. Con 450 domande per 50 posti, i Comuni che avevano già pronto il quadro del proprio progetto sono partiti avvantaggiati.
Un Comune pugliese che vuole entrare nel 2027 ha davanti alcuni mesi preziosi. Può usarli per capire quale patrimonio valorizzare, quale idea di turismo diffuso costruire, con quali partner. Oppure può aspettare l’apertura e ritrovarsi a preparare tutto di corsa, in coda dietro chi si era mosso prima.
La differenza tra le due cose, nella mia esperienza, è quasi sempre la differenza tra chi entra e chi resta fuori.
Il ruolo del soggetto attuatore
C’è un elemento tecnico che vale la pena spiegare, perché è il cuore della seconda fase: il progetto non lo scrive il Comune da solo. Lo sviluppa insieme a un soggetto attuatore, cioè chi ha le competenze per trasformare un’intenzione in una proposta progettuale valutabile, con obiettivi, attività, numeri e coerenza con i criteri del bando.
È il punto in cui la buona volontà di un’amministrazione incontra la capacità tecnica di costruire qualcosa che regga la valutazione. Ed è il lavoro che conosco: se sei un Comune e vuoi arrivare pronto al 2027, posso affiancarti nella preparazione del progetto.
Nel frattempo, chi ragiona di sviluppo dei territori può guardare anche agli strumenti già attivi in Puglia: le misure per i borghi come Cultura nei Piccoli Comuni, gli strumenti finanziari di Puglia Moltiplica, e il quadro completo nella pagina Bandi e Finanziamenti.
Se il tema dei borghi e dello spopolamento ti sta a cuore, trovi altri due approfondimenti collegati: uno su come la cultura può rigenerare i piccoli comuni e uno sui fondi destinati alle aree interne della Puglia.
Se amministri un piccolo Comune
Se sei un amministratore di un Comune pugliese sotto i 30.000 abitanti — o lavori a fianco di chi lo amministra — questo fondo può riguardarti da vicino nel 2027. Il momento per iniziare a pensarci, però, è adesso.
Se vuoi capire come preparare il tuo territorio ad arrivare pronto, scrivimi e raccontami cosa avresti in mente. Ti dico con onestà cosa vedo e da dove conviene partire.
È uno strumento nazionale gestito dall’ANCI e sostenuto da una donazione di 1,5 milioni di euro di Airbnb, per il triennio 2026-2028. Finanzia progetti di turismo diffuso nei Comuni con meno di 30.000 abitanti, con contributi fino a 40.000 euro per progetto.
I beneficiari sono i Comuni sotto i 30.000 abitanti. Il progetto viene sviluppato dall’amministrazione insieme a un soggetto attuatore. Non si candidano direttamente imprese o cittadini, ma questi possono collaborare alla realizzazione dei progetti sul territorio.
La Puglia è inclusa nell’annualità 2027, insieme a Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Umbria, Molise e Calabria. Nel 2026 il fondo riguarda invece Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Lazio, Sardegna e Basilicata.
Nella prima fase vengono ammessi i primi 50 Comuni in regola con i requisiti, secondo l’ordine cronologico di arrivo della domanda via PEC. Nella prima annualità sono arrivate oltre 450 candidature. I Comuni ammessi presentano poi un progetto che viene valutato da una commissione.
Interventi di valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e produttivo dei piccoli centri, servizi di accoglienza e iniziative di sviluppo sostenibile pensate per attrarre visitatori e creare opportunità durature per il territorio.
La tua idea può diventare un progetto
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