Nei piccoli comuni la cultura non è un lusso: è la prima cosa da finanziare

Conosco parecchi paesi dove l’ultima libreria ha abbassato la saracinesca due anni fa.

E con lei se n’è andato un pezzo di qualcosa che è difficile mettere in un bilancio: il posto dove ci si fermava a parlare, dove un ragazzino trovava un libro che a casa non c’era, dove il paese si riconosceva.

Per lo spopolamento dei piccoli comuni

In breve Il Piano Olivetti per la Cultura è la cornice nazionale che riconosce la cultura come strumento per rigenerare i borghi che si spopolano, con circa 44 milioni di euro per biblioteche, librerie ed editoria. La Puglia rientra tra le sette regioni del Sud interessate. Per un progetto culturale in un piccolo comune il vero passo è saper mettere insieme gli strumenti giusti regionali, nazionali ed europei e arrivare pronti al bando.

Non è un caso isolato. È quello che succede, lentamente, in decine di piccoli comuni che si svuotano: prima chiude la scuola, poi l’ufficio postale, poi il bar. E a un certo punto ci si accorge che non è rimasto più niente attorno a cui stare insieme.

Adesso lo dice anche una legge

Da poco lo Stato ha messo nero su bianco un’idea che chi vive in questi posti conosce da sempre: la cultura non è un lusso. È ciò che tiene in piedi una comunità.

Il nome è quello di Adriano Olivetti, l’imprenditore convinto che un’impresa dovesse far crescere il territorio attorno a sé, non solo produrre. Il Piano Olivetti per la Cultura parla di biblioteche, di librerie di quartiere, di archivi. Ma soprattutto scrive a chiare lettere un obiettivo: rigenerare le aree interne, le periferie, i luoghi segnati da denatalità e spopolamento.

E c’è un dettaglio che ci riguarda da vicino: il piano si muove insieme alla Strategia nazionale per le aree interne, che già oggi prevede interventi in sette regioni del Sud. La Puglia è dentro. La Basilicata è dentro. Non è un discorso che parla di Roma a Roma.

Quanti soldi ci sono, detto onestamente

Sul piano ci sono circa 44 milioni di euro per biblioteche, librerie ed editoria: risorse per aprire nuove librerie, per acquistare libri, per tenere in vita le librerie storiche e di prossimità. Nell’autunno 2025 la parte dedicata alle biblioteche è stata poi rafforzata, arrivando a 60 milioni.

Sono cifre importanti? Sì e no — e preferisco dirtelo con onestà, perché è il punto che conta.

Rispetto all’ambizione dichiarata, rigenerare i borghi di mezzo Sud Italia, sono risorse contenute. Diversi osservatori l’hanno fatto notare: la visione è alta, i fondi dedicati sono più modesti. Non è un difetto da nascondere. È l’informazione più utile di tutte, perché significa una cosa sola.

Saper mettere i pezzi insieme

I soldi, da soli, non arrivano a casa. Un piano nazionale è una cornice. Dentro quella cornice, un’idea diventa progetto solo se qualcuno la costruisce — e sa dove cercare risorse che quasi mai stanno in un posto solo.

Quando mi occupavo di cultura sul territorio, questa è la cosa che ho visto più spesso: non mancavano le idee, e a volte non mancavano nemmeno i fondi. Mancava il ponte. Il piccolo comune, l’associazione, la libreria che resiste — spesso non sanno nemmeno di poter partecipare a un bando. E così l’opportunità passa, e va a chi era già attrezzato per coglierla.

Il Piano Olivetti è una direzione giusta. Ma un’associazione culturale in un borgo pugliese, oggi, non aspetta Roma. Ha già strumenti veri a cui guardare. La misura regionale Cultura nei Piccoli Comuni nasce esattamente per questo. Chi vuole trasformare l’idea in un’attività vera può guardare a strumenti d’avvio d’impresa come Resto al Sud 2.0. E quando il progetto ha un respiro più ampio, entrano in gioco gli strumenti finanziari di Puglia Moltiplica.

Il punto non è quale singolo fondo. È saper mettere insieme i pezzi: capire quale strumento tiene, come si scrive un progetto che regge, come si arriva pronti prima che il bando apra. Se vuoi il quadro completo delle misure attive, lo trovi nella pagina Bandi e Finanziamenti.

Se hai un’idea per il tuo paese

Se c’è un progetto che ti gira in testa — riaprire uno spazio, far vivere una biblioteca, tenere accesa una libreria, portare eventi dove non ne arrivano più — e non sai da dove si comincia, la domanda giusta non è “ci saranno i soldi”. È: cosa posso costruire, e con quali strumenti.

Su questo posso aiutarti a vedere chiaro. Scrivimi, raccontami l’idea. Ti dico con onestà se c’è una strada — e da dove partire.

Se ti interessa il tema dello sviluppo dei borghi, leggi anche l’approfondimento sui fondi per le aree interne della Puglia e quello sul Fondo ANCI per il turismo nei piccoli Comuni.

Cos’è il Piano Olivetti per la Cultura?

È la cornice nazionale, prevista dal Decreto Cultura, che riconosce la cultura come strumento di coesione sociale e di rigenerazione dei territori. Prende il nome da Adriano Olivetti e punta su biblioteche, librerie, archivi e sul recupero delle aree interne colpite da spopolamento.

La Puglia rientra nel Piano Olivetti?

Sì. Il piano si integra con la Strategia nazionale per le aree interne, che prevede interventi in sette regioni del Sud, tra cui la Puglia e la Basilicata.

Quanti fondi mette a disposizione?

Circa 44 milioni di euro complessivi per biblioteche, librerie ed editoria, con la quota per l’acquisto libri delle biblioteche poi rafforzata fino a 60 milioni nel 2025. Sono risorse ritenute contenute rispetto agli obiettivi dichiarati.

Come si finanzia un progetto culturale in un piccolo comune della Puglia?

Raramente con un solo fondo. Si combinano strumenti diversi — misure regionali dedicate ai piccoli comuni, strumenti per l’avvio d’impresa, strumenti finanziari regionali e fondi europei FESR-FSE+ — costruendo un progetto solido e candidandolo al bando giusto al momento giusto.

A chi conviene rivolgersi?

A chi conosce sia il quadro dei bandi sia il territorio, e sa tradurre un’idea in un progetto finanziabile. È il lavoro di una consulente in finanza agevolata: individuare lo strumento adatto, scrivere la domanda e preparare l’ente o l’associazione ad arrivare pronti.

La tua idea può diventare un progetto

Non devi avere tutto chiaro. Devi solo iniziare. Scrivimi.

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