Restare nella propria terra e vederla fiorire è uno dei desideri più belli che un giovane imprenditore possa avere. Eppure, troppo spesso, quel desiderio si scontra con una domanda silenziosa: “Ce la faccio davvero, senza andarmene?”

Adesso, per la prima volta, c’è una risposta concreta. E non chiede di indebitarsi con una banca per ottenerla.

Cos’è “Resto al Sud 2.0”: il fondo perduto per chi vuole costruire il futuro a casa propria

Resto al Sud 2.0 è la misura nazionale gestita da Invitalia che finanzia l’avvio di nuove attività imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo nelle otto regioni del Mezzogiorno — Puglia compresa. La differenza rispetto al passato è sostanziale: niente più quota bancaria da restituire, niente debito. È interamente a fondo perduto.

Puoi scegliere tra due strumenti: un voucher fino a 50.000 euro (coperto al 100%) per progetti più snelli, oppure un contributo fino a 200.000 euro (tra il 70% e il 75% a fondo perduto) per programmi di investimento più strutturati — macchinari, attrezzature, opere edili.

Chi può accedere e quante risorse ci sono

Possono accedere i giovani tra i 18 e i 34 anni che si trovano in condizione di inoccupazione, disoccupazione o inattività, e che vogliono avviare un’attività nei settori della produzione, dei servizi, del turismo o delle libere professioni, come indicato sulla pagina ufficiale Invitalia.

Se hai già superato i 34 anni, o vuoi far crescere un’attività che hai avviato da poco, guarda anche NIDI: è la misura regionale pensata proprio per queste situazioni.

I numeri dicono che il piano sta funzionando

Non è solo una promessa sulla carta. Il Ministero del Lavoro e Invitalia hanno reso pubblici i primi dati del Piano Integrato per l’Autoimpiego — il programma nazionale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus, che comprende sia Resto al Sud 2.0 sia la misura gemella per il Centro-Nord.

Al 31 agosto 2026 risultano oltre 5.300 domande presentate e più di 2.500 progetti già ammessi alle agevolazioni, per un valore complessivo di 165 milioni di euro. Il 39% delle iniziative è a guida femminile, con una presenza particolarmente forte proprio nelle regioni del Mezzogiorno. Due terzi di chi ha presentato domanda ha meno di 30 anni.

Sono numeri che raccontano una cosa semplice: chi si prepara bene, i risultati li ottiene davvero. Se vuoi vedere questi dati raccontati per esteso, ne ho scritto anche in un articolo dedicato.

Come si presenta la domanda

La procedura è interamente digitale, sulla piattaforma Invitalia, con autenticazione tramite SPID, CIE o CNS. Lo sportello è aperto dal 15 ottobre 2025 e resterà attivo fino a esaurimento delle risorse. Non ci sono scadenze fisse: ogni giorno in più che aspetti è un posto in meno in lista.

Perchè prepararsi adesso

La logica è semplice ma spietata: chi arriva con un dossier impeccabile viene valutato prima. Chi arriva in fretta ma con le carte in disordine rischia di essere rimandato indietro — o di perdere il posto mentre completa la documentazione.

Navigare tra i requisiti, costruire un business plan convincente, scegliere tra voucher e contributo investimento: sono passaggi tecnici che fanno la differenza tra un’ammissione e un rifiuto. Prima di scrivere la domanda, vale la pena leggere anche i cinque errori più comuni che fanno bocciare una richiesta di finanziamento: quasi sempre si evitano con un po’ di attenzione in più.

Hai un’idea e vuoi sapere se puoi accedere

Scrivimi: valutiamo insieme la tua situazione e costruiamo un dossier che convinca i valutatori. Prima parti, più possibilità hai.

Se invece la tua idea non rientra in questi requisiti, dai un’occhiata alle altre misure attive nella pagina Bandi e Finanziamenti.

La tua idea può diventare un progetto

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