Quando una misura è nuova, la domanda più onesta che ci si può fare non è “quanti soldi mette a disposizione”, ma “sta funzionando davvero?”
Per Resto al Sud 2.0, oggi, c’è una risposta con i numeri dietro.

In breve. Il Piano Integrato per l’Autoimpiego — il programma nazionale del Ministero del Lavoro, gestito da Invitalia e finanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus, che comprende Resto al Sud 2.0 per il Mezzogiorno — ha superato, al 31 agosto 2026, le 5.300 domande presentate e i 2.500 progetti ammessi alle agevolazioni, per un valore complessivo di 165 milioni di euro. Il 39% delle iniziative è a guida femminile, con forte presenza al Sud, e due terzi dei proponenti hanno meno di 30 anni. Sono numeri che confermano che la misura sta funzionando davvero — non solo sulla carta.
Cosa dicono i dati
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, insieme a Invitalia, ha reso pubblici i primi risultati del Piano Integrato per l’Autoimpiego: il programma nazionale finanziato dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027, che riunisce due misure gemelle attive su territori diversi — Autoimpiego Centro Nord e Resto al Sud 2.0, quest’ultima dedicata alle otto regioni del Mezzogiorno, Puglia compresa.
Al 31 agosto 2026 i numeri sono questi:
- oltre 5.300 domande presentate;
- più di 2.500 progetti già ammessi alle agevolazioni;
- 165 milioni di euro il valore complessivo delle iniziative finanziate;
- 39% delle iniziative a guida femminile, con una presenza particolarmente forte proprio nelle regioni del Sud;
- due terzi dei proponenti under 30.
Non sono percentuali di comunicazione. Sono domande vere, presentate da persone vere, che hanno scelto di scommettere su un’attività invece che partire.
Perché questo dato conta, se stai valutando di presentare domanda
C’è una differenza enorme tra una misura appena annunciata e una misura che ha già dimostrato di funzionare. La prima è una promessa. La seconda è un percorso che altri hanno già affrontato con successo, e su cui esistono ormai dati concreti su chi ce l’ha fatta.
Il dato sulla partecipazione femminile e su quella under 30 dice qualcosa in più: non è una misura riservata a profili particolari. Chi ha un’idea — che sia un’attività di servizi, un progetto nel turismo, una libera professione — ha davanti a sé una strada che migliaia di persone stanno già percorrendo.
Detto questo, un numero alto di domande ammesse non significa una selezione morbida. Significa che c’è una platea ampia di progetti validi. La qualità del dossier resta il fattore che decide, domanda per domanda, chi viene ammesso e chi no.
Resto al Sud 2.0, in sintesi
Per chi non la conosce ancora: Resto al Sud 2.0 è la misura gestita da Invitalia che finanzia l’avvio di nuove attività imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo nelle otto regioni del Mezzogiorno. È interamente a fondo perduto — niente quota bancaria da restituire, niente debito.
Si può scegliere tra un voucher fino a 50.000 euro (coperto al 100%) per progetti più snelli, oppure un contributo fino a 200.000 euro (tra il 70% e il 75% a fondo perduto) per programmi di investimento più strutturati, come macchinari, attrezzature e opere edili.
Possono accedere i giovani tra i 18 e i 34 anni in condizione di inoccupazione, disoccupazione o inattività, che vogliono avviare un’attività nei settori della produzione, dei servizi, del turismo o delle libere professioni. Se hai già superato i 34 anni, o vuoi far crescere un’attività avviata da poco, guarda anche NIDI, la misura regionale pensata per questi casi.
Lo sportello, aperto dal 15 ottobre 2025, resta attivo fino a esaurimento delle risorse: non ci sono scadenze fisse, ma ogni giorno che passa è un posto in meno in lista per chi valuta le domande in ordine di arrivo.
Trovi tutti i dettagli sulla misura nella pagina dedicata a Resto al Sud 2.0, e un quadro di tutte le misure attive nella pagina Bandi e Finanziamenti.
Se hai un’idea e vuoi capire se puoi accedere
I numeri dicono che la misura funziona. Ma un dossier ben costruito resta l’unica cosa che fa davvero la differenza tra un progetto ammesso e uno respinto: prima di scrivermi, dai un’occhiata a i cinque errori più comuni che fanno bocciare una domanda di finanziamento.
Se hai un’idea e vuoi sapere se rientra nei requisiti, scrivimi: valutiamo insieme la tua situazione e costruiamo un dossier che convinca i valutatori.
È il programma nazionale del Ministero del Lavoro, gestito da Invitalia e finanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027, che comprende due misure gemelle: Autoimpiego Centro Nord e Resto al Sud 2.0.
Al 31 agosto 2026 risultano oltre 5.300 domande presentate a livello nazionale, con più di 2.500 progetti già ammessi alle agevolazioni, per un valore complessivo di 165 milioni di euro.
Giovani tra i 18 e i 34 anni in condizione di inoccupazione, disoccupazione o inattività, che vogliono avviare un’attività nei settori della produzione, dei servizi, del turismo o delle libere professioni, nelle otto regioni del Mezzogiorno.
Mettere a fuoco il progetto, preparare la documentazione necessaria (visure, bilanci, preventivi) e non anticipare spese prima di avere una domanda accolta.
No. Significa che c’è una platea ampia di progetti validi in valutazione. La qualità del dossier presentato resta il fattore decisivo per l’ammissio
No, non ci sono scadenze fisse: lo sportello resta aperto fino a esaurimento delle risorse disponibili, con le domande valutate in ordine di arrivo.
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