Opportunità per te

Investimenti Agricoli

Il bando CSR Puglia da 60 milioni per le aziende agricole (SRD01.05)

Fino all’80% a fondo perduto per ammodernare, innovare e far crescere la tua impresa agricola.

Grazia Di Bari, consulente in finanza agevolata

C’è un momento, per chi manda avanti un’azienda agricola, in cui i conti non tornano più come una volta. L’energia costa, l’acqua è sempre meno prevedibile, i macchinari invecchiano. E per continuare a fare bene il lavoro che sai fare da sempre, senti che qualcosa va cambiato: un impianto di irrigazione più efficiente, macchine nuove, un modo per tagliare la bolletta. Insomma bisogna pensare a degli investimenti in campo agricolo.

Ma ogni volta ti fermi davanti alla stessa domanda: quanto costa.

Ecco, su quell’investimento la Regione Puglia può coprire dal 60 all’80% a fondo perduto. Non un prestito da restituire: un contributo. E le risorse messe sul piatto sono importanti — 60 milioni di euro.

Si chiama SRD01.05, ed è il nuovo bando del CSR Puglia 2023-2027 dedicato agli investimenti delle aziende agricole. Vediamo insieme, con parole semplici, se può fare per te.

60 mln €
Dotazione del bando
Le risorse totali stanziate dalla Regione Puglia per l’intervento SRD01.05.
60-80%
Contributo a fondo perduto
La percentuale di spesa coperta, senza obbligo di restituzione.
30k-3 mln €
Investimento ammissibile
Da un minimo di 30.000 € fino a un massimo di 3.000.000 € per beneficiario.

Che cos’è il bando SRD01.05

È l’intervento del Complemento di Sviluppo Rurale della Puglia pensato per una cosa precisa: aiutare le aziende agricole a diventare più competitive, più efficienti e più sostenibili.

Non finanzia un singolo tipo di intervento, ma un’ampia gamma di investimenti produttivi: dall’ammodernamento dei fabbricati all’acquisto di macchinari innovativi, dall’irrigazione efficiente all’energia per l’autoconsumo. L’idea di fondo è semplice: mettere le aziende nelle condizioni di investire in ciò che serve davvero a far crescere il proprio lavoro.

La dotazione complessiva è di 60 milioni di euro.

Chi può partecipare

Il bando si rivolge agli imprenditori agricoli, singoli o associati, regolarmente attivi.

1
Aziende agricole attive
Imprese operative e regolarmente attive, singole o associate.
2
Piccole o strutturate
Accessibile alle realtà piccole come alle aziende più organizzate.
3
Più sostegno in alcuni casi
Aliquote più alte per giovani agricoltori e zone svantaggiate.

Quanto copre il contributo (introduzione, prima del grafico)

Qui sta il cuore del bando. Il sostegno è a fondo perduto — cioè non va restituito — e la percentuale cambia in base a chi sei e a dove si trova la tua azienda: 60% come aliquota base per tutte le aziende agricole, 65% per le aziende in zone con svantaggi naturali, 80% per i giovani agricoltori tra 18 e 40 anni non compiuti.

L’investimento ammissibile deve essere almeno 30.000 euro, e non può superare i 3 milioni di euro per beneficiario sull’intero periodo di programmazione.

60%
Aziende agricole
Aliquota base per tutte le imprese agricole regolarmente attive.
65%
Zone svantaggiate
Per le aziende in zone con svantaggi naturali.
80%
Giovani agricoltori
Per chi ha tra 18 e 40 anni non compiuti. L’aliquota più alta del bando.

Un dato importante e verificato: la percentuale più alta, l’80%, è riservata ai giovani agricoltori. Non è quindi la regola per tutti — è bene saperlo per non farsi aspettative sbagliate e costruire il progetto sui numeri giusti.

Cosa può finanziare

Le tipologie di investimento ammesse sono ampie. Le principali sono:

  • Ammodernamento aziendale — costruzione e ammodernamento di fabbricati rurali per l’attività produttiva.
  • Macchinari e attrezzature — acquisto di macchine e tecnologie innovative, anche di agricoltura 4.0.
  • Irrigazione efficiente — impianti irrigui innovativi a microirrigazione, per usare meno acqua.
  • Impianti arborei — realizzazione di nuovi impianti, secondo criteri di priorità specifici.
  • Energia per autoconsumo — impianti da fonti rinnovabili destinati al solo fabbisogno aziendale.
  • Trasformazione e commercializzazione — investimenti collegati alla valorizzazione dei prodotti.
Cosa puoi finanziare
Ammodernamento dei fabbricati rurali
Macchinari e attrezzature innovative
Agricoltura 4.0
Impianti irrigui efficienti
Microirrigazione
Energia da rinnovabili per autoconsumo
Nuovi impianti arborei
Cosa NON puoi finanziare
Cisterne per acque piovane
Rientrano in un altro bando
Coperture in plastica
Salvo casi specifici
Interventi già completati
Prima della domanda
Lombricoltura e prodotti fuori Allegato I TFUE

Attenzione a quello che NON puoi finanziare

Conoscere in anticipo cosa resta fuori è metà del lavoro: evita di costruire un progetto su spese che poi non verrebbero riconosciute.

Le scadenze

Il bando ha una procedura articolata in più passaggi, con tre date da segnare: l’8 ottobre per le operazioni preliminari, il 15 ottobre per l’invio dell’EIP, il 22 ottobre per la Domanda di Sostegno completa.

1
8 ottobre
Termine per le operazioni preliminari (inserimento deleghe)
2
15 ottobre
Invio telematico dell’EIP, entro le ore 11:59:59
3
22 ottobre
Domanda di Sostegno completa, entro le ore 11:59:59
Tutte le scadenze sono fissate per l’anno 2026. L’EIP è il progetto tecnico ed economico da predisporre sul portale prima della domanda finale.

Le date sono ravvicinate e la procedura è tecnica: chi vuole partecipare ha bisogno di organizzarsi con un buon anticipo, perché tra deleghe, elaborato progettuale e domanda finale il tempo si consuma in fretta.

Come funziona la domanda

La procedura è interamente telematica, sul portale regionale (SIAN). Richiede la predisposizione dell’EIP, l’Elaborato Informatico Progettuale, cioè il progetto tecnico ed economico dell’investimento, che viene valutato secondo criteri di selezione a punteggio. Non è una procedura da affrontare all’ultimo momento né senza un accompagnamento tecnico: la qualità del progetto incide direttamente sulla possibilità di essere finanziati.

Perché è un’occasione da non sottovalutare

Un contributo a fondo perduto tra il 60 e l’80% è un’opportunità concreta e importante. Ma, come ogni bando, non premia chi arriva impreparato: premia chi presenta un progetto solido, coerente con i criteri, costruito bene e nei tempi.

Il mio lavoro è esattamente questo: aiutarti a capire se la tua azienda ha i requisiti, individuare gli investimenti giusti su cui puntare, e accompagnarti nella costruzione della domanda — dall’elaborato progettuale fino all’invio.

La tua idea può diventare un progetto

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Fonti ufficiali

Posso finanziare una cisterna per raccogliere l’acqua piovana?

No. Anche se sembra un investimento “agricolo” a tutti gli effetti, le cisterne alimentate solo da acque meteoriche non rientrano in questo bando: sono previste in un altro intervento, l’SRD02. Se il tuo progetto include anche questo tipo di opera, va tenuto separato.

Se ho già iniziato i lavori, posso comunque chiedere il contributo?

No, e questo è un punto su cui conviene fare attenzione. Il bando finanzia solo gli interventi non ancora avviati al momento della domanda: se i lavori sono già partiti — anche solo con i pagamenti non ancora effettuati — l’operazione non è più ammissibile. Fa eccezione qualche attività preparatoria, entro termini precisi. In pratica: prima la domanda, poi si parte.

Un impianto agrivoltaico verticale rientra tra gli investimenti ammessi?

Sì. Gli impianti a moduli bifacciali verticali, destinati esclusivamente all’autoconsumo aziendale, sono ammissibili perché non consumano suolo e lasciano libera la coltivazione sulla superficie interessata — esattamente lo spirito della misura sull’energia. Devono comunque rispettare le linee guida ministeriali in materia di agrivoltaico.

La mia azienda ha terreni anche fuori dalla Puglia: posso partecipare?

Dipende dal tipo di investimento. Per gli investimenti fissi (fabbricati, impianti) serve che l’intervento ricada in Puglia. Per i macchinari, conta dove si trova la maggior parte della superficie coltivata: se la tua SAU è prevalentemente pugliese, puoi generalmente partecipare anche con macchinari destinati a un’azienda multiregionale.

La lombricoltura è un investimento finanziabile?

No. Il prodotto principale di questa attività — l’humus di lombrico — non rientra nell’Allegato I del Trattato UE, quindi resta fuori dal perimetro del bando, indipendentemente da come viene inquadrata l’attività.

Le coperture in materiale plastico sono ammesse?

Come regola generale no, ma con due eccezioni concrete: i materiali pluriennali per le coperture delle serre, e le coperture antipioggia, antigrandine o antinsetto usate per completare nuovi impianti arborei finanziati dallo stesso bando. Fuori da questi due casi, la spesa non è riconosciuta.

Una cooperativa che non è “di conduzione” può presentare un progetto collettivo?

No. Per gli agricoltori associati, il bando riconosce solo tre forme specifiche: le organizzazioni di produttori riconosciute, le cooperative agricole di conduzione, e le reti di imprese con personalità giuridica e un regolamento interno che disciplini l’uso dei beni finanziati. Una cooperativa che non rientra in queste categorie non è ammissibile come soggetto collettivo.

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